Le stampanti o.o
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    Le stampanti o.o

    Nonostante si dica che, con l’uso del computer, l’ufficio del futuro sarà un ufficio senza carta, la stampante è il complemento ideale ed essenziale di ogni computer.
    Nel tempo ha avuto numerosi e notevoli cambiamenti tecnologici, che ne hanno agevolato la diffusione e l’uso. Dopotutto è ancora più facile stampare su carta una lettera che registrarla su un CD-ROM, ed è più rapido trovarla in una cartellina di un raccoglitore che in un archivio digitalizzato. Ed è ancora più economico.
    Le stampanti di alcuni anni fa erano ingombranti, rumorosissime e lente. Ne esistevano solo due tipi: a caratteri (con una testina identica a quelle delle macchine da scrivere elettroniche) o a matrice di punti. Con le prime, molto più costose, si potevano produrre lettere e documenti di buona qualità (identiche a quelle prodotte da una macchina da scrivere, appunto), mentre le seconde servivano a produrre tabulati su moduli a carta continua, spesso dalla lettura abbastanza difficile.

    Evoluzione delle stampanti
    La prima evoluzione si ebbe con l’introduzione di stampanti a matrice di punti capaci di stampare con la stessa qualità delle stampanti a testina rotante.
    Le stampanti a matrice di punti utilizzano una testina ad aghi. Ogni carattere che deve essere scritto sul foglio, viene riprodotto da un insieme di punti. Dalla testina fuoriescono, ad alta velocità, alcuni aghi che, battendo sulla carta attraverso il nastro inchiostrato, vi lasciano impressa la matrice di punti che forma il carattere. Le prime stampanti di questo tipo avevano una testina con nove aghi messi in colonna e la matrice veniva composta da quattro colonne. Ciascun carattere poteva essere disegnato, quindi un massimo di 36 punti, con una scarsa leggibilità soprattutto di lettere più complesse, come la “g” minuscola. Con l’introduzione di testine a 24 aghi, la qualità di stampa crebbe fino ad arrivare alla stessa qualità delle macchine da scrivere. La seconda evoluzione, ancora più importante, avvenne quando vennero introdotte le stampanti laser. Questo tipo di stampante, che ereditava il meccanismo di stampa da quello delle fotocopiatici, ha reso possibile produrre alla qualità della stampa tipografica ed ha risolto il problema di stampare piccole quantità di circolari, depliant e notiziari.
    Dopo alcuni tentativi con tecnologie diverse, come le stampanti a sublimazione e quelle a cera, si è arrivati alla terza evoluzione con le stampanti a getto d’inchiostro. Queste hanno unito l’economicità alla qualità. Utilizzando un inchiostro liquido che viene “sparato” in piccolissime gocce sul foglio di carta, riescono a raggiungere la qualità delle stampanti laser con dimensioni e costi molto inferiore. Hanno anche consentito di produrre stampe a colori, negli ultimi modelli, di qualità paragonabile alle tradizionali stampe fotografiche.
    Caratteristiche tecniche Sono molte le caratteristiche tecniche che differenziano le stampanti, anche all’interno dello stesso metodo di stampa, e che vanno analizzate per identificare la stampante più adatta ai nostri bisogni:
    •  alimentazione della carta: a foglio singolo od a modulo continuo. La stampa a foglio singolo permette di cambiare rapidamente tipo di carta, di stampare a volte anche su cartoncino e buste, carta intestata e prestampata, lucidi per proiezioni. La stampa a modulo continuo (presente quasi solamente sulle stampanti a matrice di punti) è più indicata, invece, per la produzione di copie supplementari, stampate contemporaneamente grazie a moduli sovrapposti di carta chimica;
    •  formato della carta: può essere indicata nel numero di colonne stampabili (80 o 132), in centimetri (da un minimo di 21 cm di larghezza in su), o in formati standard (formato A3, A4, A5, B5...). Alcune stampanti possono produrre striscioni, manifesti o grossi fogli per il disegno tecnico;
    •  velocità di stampa: viene calcolata in caratteri per secondo (sigla: cps) oppure in pagine per minuto (sigla: ppm). Può variare, nella stessa stampante, a seconda del formato della carta o della risoluzione scelta;
    •  risoluzione: tranne le stampanti a margherita, tutte le altre formano i caratteri e le immagini sulla carta imprimendovi dei punti. Maggiore è il numero dei punti e maggiore la loro vicinanza, più leggibile è lo stampato. La risoluzione viene espressa nella quantità di punti per pollice, espressa anche dalla sigla dpi, dot per inch. Nella stessa stampante è possibile spesso scegliere di stampare a risoluzioni diverse;
    •  affidabilità: è il tempo medio prevedibile fra due guasti, secondo le dichiarazioni del produttore (sigla: MTBF);
    •  durata della testina: espressa dalla quantità di pagine (o di caratteri) stampabili prima di dover sostituire la testina. Nei modelli più recenti il produttore dichiara la testina come permanente, poiché la sua vita quivale o supera quella della stessa stampante. Nelle stampanti laser non esiste testina, nel qual caso di tratta della quantità di copie dopo le quali è necessario sostituire il tamburo di stampa (in molte stampa laser, comunque, il tamburo è compreso nella stessa cartuccia che contiene il toner e quindi, cambiando il toner si cambia anche il tamburo);
    •  durata del nastro o della cartuccia: esprime la quantità di caratteri o di pagine che è possibile stampare prima di dover cambiara il nastro, la cartuccia di inchiostro o il toner;
    •  interfaccia: determina la possibilità di collegamento (in rete o ad un singolo personal, PC o Macintosh);
    •  emulazione e driver: riguarda la compatibilità con i diversi sistemi operativi e le diverse versione degli stessi. Il driver, ad esempio, può permettere anche prestazioni avanzate, come la stampa in negativo, la stampa rovesciata, la stampa ridotta o ingrandita, la riproduzione dei grigi fotografici, la stampa in grigio di un documento a colori, la stampa di un solo colore per volta (separazione dei colori);
    •  memoria di buffer: maggiore è la RAM presente nella stampante (a volte espandibile tramite SIMM) e maggiore è la quantità di dati che la stampante può ricevere ed immagazzinare nel buffer in attesa di stamparli. Non influenza la velocità di stampa (che è un fattore puramente meccanico) quanto la velocità con la quale la stampante “libera” il computer dalle istruzioni di stampa. Il personal può inviare una, due o più pagine alla stampante e quindi tornare ad essere disponibile per l’utente, mentre la stampante provvede indipendentemente alla stampa;
    •  condizioni di funzionamento: oltre ai limiti di temperatura ed umidità nei quali funziona la stampante, è importante il livello sonoro di funzionamento. In pratica è la rumorosità (espressa in decibel) della stampante, elemento molto importante quando la stampante deve funzionare in un ambiente chiuso e ristretto, come nella maggior parte dei casi. La rumorosità è molto importante nelle stampanti a matrice di punti, contenuta nelle laser e quasi irrilevante in quelle a getto d’inchiostro;
    •  certificazioni: riguarda la conformità dell’apparecchiatura alle norme sulla sicurezza elettrica, all’ergonomicità, al risparmio energetico e al rispetto dell’ambiente;
    •  colori: la maggior parte delle stampanti ha un solo colore, il nero. Alcuni tipi di stampanti (getto d’inchiostro, cera, sublimazione) hanno la possibilità di stampare copie a colori con un’ottima qualità. In genere si distinguono stampanti RGB a tre colori (qualità inferiore, con una resa approssimativa dei colori), CMYK a quattro colori (con resa buona o ottima, paragonabile alla stampa tipografica) od a sei colori (con una resa di tipo fotografico). Qualore sia importante la fedeltà ai colori (ad esempio per bozzetti di fotografie o di grafici da pubblicare tipograficamente) è necessario che la stampante abbia un sistema di calibrazione del colore;
    •  font: riguarda la capacità di stampare con caratteri diversi. E’ importante che la stampante possa riprodurre (eventualmente con un dispositivo opzionale), oltre ai caratteri eventualmente installati in ROM, qualsiasi altro carattere installato dal computer, ad esempio i codici a barre
    .

    Stampanti a matrice di punti

    Sono il primo tipo di stampanti, prodotte da molti anni ma tutt’ora le preferibili quando si tratta di stampare un grande numero di dati nel più breve tempo possibile, con un costo che sia il più basso possibile. Sono anche chiamate “stampanti ad impatto”. La stampa è simile a quella della macchina da scrivere elettroniche, ma invece di avere una testina con una serie di caratteri metallici od in plastica, utilizza una serie di aghi in acciaio. Questi colpiscono la carta attraverso un nastro inchiostrato e lasciano l’impronta del carattere, una “matrice di punti”. La testina è formata da una linea verticale di aghi. Via via che la testina si muove lungo la riga, un impulso elettrico proietta fuori le punte degli aghi, che subito rientrano. Ogni punta imprime un segno sulla carta e l’insieme di questi punti forma una lettera. Il carattere formato sulla carta non è regolare e ben delineato, ed anche ad occhio nudo rivela la composizione in punti. La risoluzione del carattere migliora con l’aumentare del numero dei punti. Le stampanti normali hanno una testina con una fila di 9 aghi, mentre in quelle con prestazioni migliori gli aghi della testina sono 24. La qualità di stampa più modesta viene chiamata “draft”, mentre le testine con 24 aghi consentono anche qualità “NLQ” (Near Letter Quality) e “LQ” (Letter Quality). Una caratteristica negativa è il rumore. Il continuo battito delle punte d’acciaio può produrre un rumore fastidiosissimo. E’ importante accertarsi che il produttore abbia utilizzato materiali e tecnologie recenti nella costruzione della stampante e controllare il livello di rumorosità dichiarato, espresso in decibel (dB). Queste stampanti accettano sempre la carta a modulo continuo, mentre per i fogli singoli occorre un apposito cassetto o inseritore. Il meccanismo di alimentazione della carta può essere a trascinamento, a spinta o entrambi. L’alimentazione a spinta è preferibile, perché consente di stampare anche nelle prime righe del foglio. Di solito, con i moduli continui, il meccanismo usa i “trattori”, cioè una cinghia con dei rilievi che si inseriscono nella bande perforate ai lati dei fogli. Per i fogli singoli, invece, si usa il trascinamento “a frizione”, cioè prendendo il foglio fra due rulli che ruotano. Il percorso che la carta compie all’interno della stampante è, a volte, molto complesso. E’ necessario che questo percorso possa essere semplificato se la stampante deve essere utilizzata anche per la stampa di etichette adesive a modulo continuo che, se costrette a compiere angoli troppo stretti, si sollevano dal supporto e si incollano ai rulli della stampante. Esistono stampanti sia a 80 che a 132 colonne. Consente la produzione di copie carbone od in carta chimica autocopiante. La velocità di stampa di queste apparecchiature è la più maggiore fra tutti i tipi di stampanti, da meno di 100 (in qualità LQ) a più di 1000 caratteri al secondo (in qualita draft). Una caratteristica delle stampanti a matrice di punti è di avere un pannello di comando frontale con alcuni pulsanti che consentono di scegliere la font, la qualità e la densità di stampa, l’avanzamento o l’arretramento del foglio nella stampante riga per riga (per consentire l’esatta centratura nei moduli prestampati), l’emissione di un foglio in bianco (“form feed”), per posizionare l’inizio del foglio sulla prima riga di stampa (“top of form”) ed un pulsante (“on line”) per scollegare momentaneamente la stampante dal computer per effettuare interventi di manutenzione (cambio del nastro, inceppamento della carta...). Esistono stampanti a colori, ma il risultato è esteticamente scarso.

    Stampanti a caratteri
    Con l’uso delle margherite di caratteri o con le testine rotanti, queste stampanti ottengono un risultato esattamente uguale a quello di un foglio battuto a macchina. Si tratta però di macchine ingombranti, rumorose anche più di quelle a matrici di punti, molto più costose e lente. Ormai sono poco diffuse, e quasi totalmente assenti dal mercato dei personal. Sono sempre munite di cassetti per l’alimentazione di fogli singoli, sia a 80 che a 132 colonne. Hanno anche cassetti speciali per le buste. Spesso i cassetti sono due, abbinati, e la stampante può iniziare la stampa con un foglio dal primo cassetto e proseguire con i fogli dell’altro cassetto. Utile per l’utilizzo di carta intestata diversa per il primo foglio.
    Non stampa a colori. Consente la produzione di copie carbone od in carta autocopiante.
    Altro aspetto negativo è la presenza della testina di stampa con i caratteri già formati. Ciò non consente la stampa dei caratteri grafici e speciali presenti sulla tastiera, né quella di immagini, grafici o disegni. Inoltre la margherita deve essere nazionalizzata, perché possa stampare i corretti caratteri speciali. Stampanti termiche Sono state le prime concorrenti economiche delle stampanti a matrice di punti. La testina è formata da alcune punte che non battono sulla carta, ma che la bruciano, utilizzando carta speciale, che cambia colore anche a temperature moderate. Queste stampanti non fanno alcun rumore. L’uso di carta speciale è una seria controindicazione, essendo non solo costosa, ma di facile deterioramento, lasciando lentamente sbiadire l’immagine. La risoluzione è ancora bassa. Sono molto lente: fra 17 e 24 caratteri al secondo.
    Accettano solo il formato A4, in carta speciale a rullo. Non è possibile la stampa a colori. Anche questo tipo di stampante non viene più prodotta ed è raro trovarne in uso.
    Stampanti a getto di inchiostro (ink-jet)
    Si tratta di un tipo che ha recentemente avuto notevoli miglioramenti, con una riduzione sensibile delle dimensioni, del prezzo e con una maggiore qualità nella stampa. Ha reso inoltre economica e molto fedele la stampa a colori.
    La testina passa sul foglio di carta schizzando un sottile getto di inchiostro da una fila di ugelli. Dove il getto colpisce si forma un punto, e l’insieme dei punti forma il carattere. Anche qui si tratta di una “matrice di punti” come nelle stampanti ad impatto, ma trattandosi di gocce d’inchiostro invece che di aghi di acciaio, è possibile farne molto vicini ed anche parzialmente sovrapposti.
    Migliorando la tecnologia, le goccie d’inchiostro sono diventate sempre più piccole e precise. Ne risultano caratteri formati da piccolissimi punti, quasi invisibili ad occhio nudo, e quindi una stampa particolarmente nitida. La risoluzione ottenuta anche dai modelli più economici è di 360 punti per pollice (dpi), per arrivare a 1440 per 720 dpi. La risoluzione e la qualità di stampa aumentano in proporzione agli ugelli presenti sulla testina. Vi sono testine a 21, 32, 48 o 64 ugelli per ogni colore o per il nero, e vi sono stampanti a due testine (sino a 128 ugelli). Il loro costo è basso, ormai sono le più economiche, al di sotto delle stampanti a matrice di punti, e ciò le rende anche le più diffuse. L’unico aspetto negativo di queste stampanti è la moderata velocità con la quale lavorano. Nei modelli economici da 3 pagine per minuto (ppm) in un colore a 1,5 ppm a colori, nei modelli più evoluti sino a 7 ppm a colori. I primi modelli, e quelli più economici, accettano solo fogli singoli, di formato A4. I modelli più evoluti accettano anche carta a modulo continuo, con trascinamento a “trattori” (cercando di rimpiazzare le stampanti a matrice di punti), e con fogli di carta di grosse dimensioni, sino a 5 metri di lunghezza per oltre mezzo metro di larghezza (cercando di rimpiazzare i plotter). Non essendoci un impatto meccanico sulla carta, ovviamente, non è possibile utilizzare moduli continui di carta chimica autocopiante per effettuare la stampa su più copie.
    Sono stati realizzati alcuni modelli molto compatti di stampanti a getto di inchiostro per essere abbinate ai computer portatili ed ai notebook. Le dimensioni sono eccezionalmente piccole, tali da occupare solo un terzo di una valigetta 24 ore, e senza alcun compromesso con la qualità. La riduzione della parte meccanica ha però provocato un sensibile rallentamento nella velocità: da 1 a 2 pagine al minuto. Quasi tutte le stampanti a getto d’inchiostro sono a colori. E’ importante controllare di che tipo sono le cartucce d’inchiostro. Prima di tutto, è meglio che ciascun colore sia indipendente, in modo tale che se finisce il giallo, ad esempio, si possa sostituire solamente la sua cartuccia e non l’intero caricatore. E’ comunque indispensabile che il nero abbia una cartuccia separata, in quanto è il colore che si consuma più rapidamente.
    Una evoluzione molto recente delle stampanti a getto d’inchiostro, è la stampante per riproduzioni fotografiche. La qualità è veramente alta e la fedeltà dei colori assoluta, tanto che è quasi impossibile distinguere ad occhio nudo una di queste stampe da una fotografia sviluppata in un laboratorio. Vengono utilizzati sei colori invece dei tradizionali quattro e due testine. La risoluzione molto alta e l’accuratezza di stampa hanno come conseguenza una lentezza notevole: una fotografia di 10 cm per 154 cm (formato standard delle fotografie commerciali) richiede 2 minuti. E’ indubbio, però, che con il procedere della tecnologia queste stampanti saranno sempre più veloci, fedeli nel colore, meno costose. Con la diffusione delle macchine fotografiche digitali (vedi cap. 2.7) e se anche queste diminuiranno di costo, queste stampanti andranno a sostituire l’uso dei laboratori fotografici per la stampa delle fotografie amatoriali e turistiche.

    Stampanti laser

    La tecnologia delle stampanti laser è derivata da quella delle fotocopiatrici.
    Un raggio laser molto sottile colpisce un tamburo in metallo elettrofotosensibile come il selenio, modificandone la carica elettrica. Il tamburo passa quindi attraverso una sostanza in polvere, che si attacca solamente alle zone caricate elettricamente.
    Un rullo preme un foglio sul tamburo e la polvere si trasferisce sulla carta. Questa passa poi attraverso due rulli ad alta temperatura che fondono la polvere, facendola solidificare sulla carta. Anche in questo caso i caratteri sulla carta sono composti da piccoli punti, nelle posizioni colpite dal raggio laser. Essendo questo molto sottile, i punti sono quasi invisibili ed il risultato ottimo. Inoltre la tecnica della polvere fusa produce una stampa con un nero profondo e permanente.
    Queste stampanti sono molto diffuse, nonostante il loro costo sia rimasto abbastanza alto, perché producono una stampa confrontabile con quella ottenibile tipograficamente. Le aziende possono così produrre circolari, relazioni, progetti, in un numero limitato di copie, con costi accettabili e con la qualità che otterrebbero con la più costosa stampa tradizionale. Quasi tutte le stampanti laser possono essere installata in rete, ed in effetti gran parte lo sono. Con la sua buona velocità di stampa e con più cassetti di alimentazione per la carta (uno per la carta intestata, uno per la carta bianca...), una stampante laser può soddisfare le esigenze di molti personal, di un intero ufficio o di un piano. Sono le eredi naturali delle vecchie “stampanti dipartimentali” a matrice di punti usate con i mainframe.
    Le stampanti laser sono in genere dotate di diverse interfaccie per il collegamento con reti a diversa tipologia ed architettura, hanno una quantità di memoria RAM abbastanza consistente per il buffer (da 2 a 4 Mb, espandibile in genere fino a 64 Mb), posson stampare qualsiasi font e tipo di grafico. Alcune hanno un driver che permette la stampa di buona qualità della gamma dei grigi presenti nelle fotografie (che in genere sono riprodotte malamente dalle laser).
    La risoluzione delle stampanti laser più diffuse è di 300 punti per pollice, mentre i modelli più costosi arrivano a 400 ed a 600 punti per pollice. La velocità di stampa varia da 6 a 45 pagine al minuto. La maggior parte di queste stampanti accetta solamente fogli A4 e stampa in bianco e nero. Esistono pochi modelli che stampano su carta in formato A3. Sono anche stati effettuati tentativi di produrre stampanti laser a colori, ma la scarsa qualità ed il costo alto hanno lavorato a sfavore lasciando il sopravvento a quelle a getto d’inchiostro. Alcune laser possono montare un dispositivo per la stampa sul fronte e sul retro dello stesso foglio, mentre un altro dispositivo consente di collegarle a fascicolatori ed allestitori.

    Stampanti thermal-wax

    Sono stampanti esclusivamente a colori, non molto diffuse e sopraffatte da quelle a getto d’inchiostro. Il procedimento è simile a quello delle stampanti termiche. Una testina passa sulla carta provocando delle piccole bruciature. Fra testina e carta è presente un foglio di poliestere che ha steso sulla superficie, dalla parte della carta, un sottile strato di cera. Nei punti in cui la testina ha prodotto calore, la cera si fonde e si solidifica sulla carta formando un punto. Questa operazione viene ripetuta per ognuno dei colori base: nero, rosso, giallo e blu.
    Le dimensioni dei punti di ciascun colore base, sommati sulla carta a quelli degli altri colori, produce tutte le variazioni di colori di una immagine.
    Il risultato è molto buono, ed i colori sono vividi e brillanti. Due sono i lati negativi: la bassissima velocità e l’alto costo dei fogli di cera colorati. Di questi, se ne usano quattro per ogni foglio stampato, anche se di ciascuno se ne utilizza solo una piccola parte. La tecnica di resa dei colori tramite punti, identica a quella utilizzata nella stampa tipografia, la rende adatta per produrre prove di stampa.
    Utilizzano esclusivamente fogli singoli di formato A4 o A3.

    Stampanti a sublimazione

    Altra tecnologia per la stampa a colori, è quella che da i migliori risultati in assoluto ma al costo più alto. Una ragione dell’alto costo è l’uso di carta speciale.
    Il principio di base non è distante da utilizzato nelle stampanti thermal-wax: quattro diverse pellicole in poliestere, con una sostanza colorante, vengono portate a contatto con la carta. Dalla parte opposta scorre la testina: là dove questa produce un forte calore, la sostanza colorante diventa gassosa e macchia la carta speciale. La stampante trae il nome da questo processo, in quanto la sublimazione è il passaggio di una materia solida a gas. La differenza principale con la tecnologia thermal-wax consiste nel fatto che la testina non produce punti sulla carta, ma superfici colorate, e che la testina è capace di variare il proprio calore, ottenendo percentuali diverse di sublimazione e, quindi, di colorazione. Tutte le diverse combinazioni di colori vengono prodotte con sfumature sovrapposte in diverse gradazioni, con un risultato molto simile ad una normale fotografia a colori. Vista la qualità, la velocità lenta è accettabile. Queste stampanti, pur lavorano con fogli singoli di formato A4 o A3 in carta speciale.
    Il costo di queste stampanti è abbastanza alto.

    Altre stampanti a colori

    La tecnologia della stampa a colori è tutt’ora in piena evoluzione, con u n ritardo di tre o quattro anni rispetto a quella in bianco e nero. E’ prevedibile un continuo miglioramento dei meccanismi di stampa e l’introduzione di nuovi tipi di stampanti.
    E’ in sperimentazione una stampate a colori wax-jet, che risulta la combinazione di una stampante a getto d’inchiostro e di una thermal-wax. La testina funziona come quella a getto di inchiostro, salvo che produce un getto di cera colorata fusa che si posa sulla carta. Il foglio viene quindi fatto passare fra due rulli che lo sottopongono ad una pressione fortissima per fissare la cera alla carta.
    Un ulteriore tipo di stampante si rifà in gran parte alla tecnologia delle stampanti laser tranne per il fatto che non è un raggio luminoso a magnetizzare la superficie del rullo metallico di stampa, bensì una fina di minuscoli led. Tuttavia la qualità, l’affidabilità e il costo contenuto delle stampanti a getto d’inchiostro, fanno ritenere che queste avranno il monopolio della stampa a colori.

    La compatibilità
    Un capitolo molto delicato, parlando di stampanti, è quello della compatibilità.
    E’ quasi impossibile trovare una stampante che funzioni sempre con tutti i programmi. Si rischia di acquistare una stampante e di scoprire che questa non riesce a “dialogare” con il programma con il quale lavoriamo. Questo problema è piuttosto grave con i programmi di vecchia concezione, basati su DOS, con i quali non è sempre possibile né facile inserire nuove stampanti. Ogni programma ha una lista di stampanti con le quali è compatibile. Ed ogni stampante ha una serie di emulazioni e di compatibilità. E’ necessario che le caratteristiche richieste dal programma e quelle presentate dalla stampante coincidano. Lavorando con i sistemi operativi Windows ‘95/97 o Macintosh, nei quali la stampante non è gestita direttamente dal programma ma dal sistema operativo, è necessario che la stampante ne indichi la compatibilità nelle sue caratteristiche e che sia accompagnata da un dischetto con il driver opportuno, che deve essere installato nel sistema operativo. Un altro problema da tenere presente è quella dell’interfaccia. E’ necessario controllare che l’interfaccia presente sulla stampante coincida su quella presente sul computer. Altrimenti non si riuscirà nemmeno a collegare il cavo della stampante al computer.

    Postscript
    Molte fra le stampanti laser, quelle a getto d’inchiostro, quelle thermal-wax e quelle a sublimazione adottano un linguaggio di programmazione particolare, chiamato Postscript. Se la stampa viene effettuata da un programma che adotta lo stesso linguaggio, la stampa avviene ad alta qualità sia nel testo che nelle immagini.
    La presenza di questo linguaggio in una stampante è molto importante. E’ un suo merito se i risultati sono molto simili a quelli ottenibili con la stampa tipografica. Altrimenti i caratteri stampati avrebbero la stessa risoluzione e forma di quelli che appaiono sullo schermo, cioè deformati e spigolosi.

    Costi accessori
    Nell’acquisto di una stampante vanno considerati anche i costi accessori.
    I nastri, le cartucce di inchiostro, i toner... è bene documentarsi sulla durata e sul consumo di questi elementi, alcuni dei quali rappresentano un costo notevole, specialmente per la stampa a colori. Conviene accertarsi anche della durata della testina o del meccanismo di stampa. Questi elementi hanno una vita fissata in un determinato numero di passaggi. Nel costo della stampante bisogna includere anche il cambio del tamburo e del motore delle stampanti laser, o della testina nelle altre. L’efficienza, inoltre, ha i suoi costi. Mentre una stampante a matrice di punti può essere largamente produttiva anche oltre il migliaio di pagine al mese, una stampante a getto di inchiostro inizia ad essere controproducente anche dopo qualche centinaio. Al contrario, acquistare una stampante laser per produrre meno di mille fogli al mese, non costituisce un buon ammortizzamento della macchina. Lavorando in un ambiente con molti personal, occorre valutare se convenga una sola stampante laser dipartimentale di rete veloce, anche se costosa, piuttosto che molte stampanti a getto d’inchiostro, anche se economiche.
    Per le stampanti a colori è un discorso diverso. Si tratta più della loro necessità, piuttosto che della loro convenienza.

    Plotter
    Un caso particolare di periferica di stampa è il plotter. Si tratta di una apparecchiatura particolare, che sostituisce il disegnatore tecnico. La ricerca di un plotter va abbinata alla ricerca del software da utilizzare per effettuare il disegno, sia per i noti problemi di compatibilità, sia perché le caratteristiche del plotter e quelle del programma di disegno devono coincidere (dimensioni del foglio di lavoro, colori...). Il meccanismo di stampa del plotter è costituito da un certo numero, variabile, di pennini colorati che disegnano su un foglio molto largo. Spesso il meccanismo è così complesso che si muovono sia i pennini (in orizzontale) che il foglio (avanti e indietro). Il plotter viene utilizzato nel disegno d’architettura ed in quello industriale, con risultati superiori al disegno manuale. E’ essenziale nelle modifiche dei disegni, potendo produrre un disegno del tutto nuovo e non uno corretto. Del resto il costo di un plotter è molto alto, a volte superiore a quello del computer. Gli stessi programmi di disegno sono fra i software più costosi. Il tutto ne fa uno strumento altamente professionale.
    Ultima modifica di Zampy15; 20-03-2011 alle 21:00

  2. #2
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    Semplice Copia & Incolla ,
    Potevi fare un riassunto mettere un immagine centrale e mettere in grassetto le frasi importanti !

  3. #3
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    scusate sto sistemando

    una parte l'ho presa dal web....solo che l'avevo scritta tempo fa per scuola....e stampata veniva bene...solo che qui copiando e incollandola dal foglio di word i caratteri più grandi ecc... non vengo....li sto inserendo ora

    comunque fatta io :D

  4. #4
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    scusate sto sistemando

    una parte l'ho presa dal web....solo che l'avevo scritta tempo fa per scuola....e stampata veniva bene...solo che qui copiando e incollandola dal foglio di word i caratteri più grandi ecc... non vengo....li sto inserendo ora

    comunque fatta io :D
    Non l'hai fatta tu...neanche una minima parte...

    1. Si vede dai quadratini accanto ai pallini bianchi...

    2. Non è perniente riassunta...

    3. Ho cercato un pò sul Web e ho trovato riga per riga il testo uguale

    è semplicemente copiata e incollata da un sito che ho trovato sul Web, ci sono tutte le parti che sono scritte qui, uguali parola per parola


    Quindi metti fonte (cartucciastampante)

  5. #5
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